La mia ricerca si basa sul Ri-Ciclo di scarti vegetali - semi, frutti, involucri, spine, foglie, rami, guaine fogliari, spate, radici, ecc - che raccolgo da piante coltivate in Italia tramite giardini e discariche del verde.

19 febbraio 2011

Trachycarpus fortunei

Il nome del genere deriva dal greco "trachis" = duro e "carpus" = seme, per la durezza del piccolo seme a forma di rene; l'aggettivo specifico è invece dedicato al botanico inglese Robert Fortune.

Originaria della Cina centro-orientale, questa palma si spinge sull'Himalaya fino a 2.400 m di quota; difatti questa palma è tra le più diffuse al nord-Italia e una delle più coltivate in tutto il territorio nazionale.
E' una palma con tronco unico, eretto e slanciato, alto fino a 12-15 m o più e del diametro di 1-2 dm; esso è totalmente o in gran parte ricoperto di guaine fogliari fibrose e di un feltro bruno scuro.
Le foglie, persistenti a lungo in un manicotto sotto la corona dopo il disseccamento, sono palmate e verdi scure; il lembo è largo 60-90 cm, lungo 40-60 cm ed è portato da un picciolo lungo 50 cm o poco più, ruvido al tatto, con margini acuti e terminante con una linguetta semilunare irregolarmente dentellata. I segmenti della foglia sono in numero di 25-50, lunghi 30-50 cm e irregolarmente divisi tra loro con incisioni fino a 3/4 del lembo; hanno apici bifidi con incisioni di alcuni cm.
Gli spadici fiorali sono spesso pendenti e misurano dai 50 agli 80 cm ed hanno ramificazioni brevi e rigide, ciascuno con una piccola spata cartacea basale. I frutti, piccoli (1-2 cm e reniformi) sono debolmente solcati in superficie, dapprima giallo-verdognoli, a maturità violacei o neri, cerosi e glaugescenti.



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